Le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sono stabilite, nel caso in cui i libri obbligatori siano tenuti con modalità informatiche,  dall’art. 7 del D.M. 23 gennaio 2004. Non essendo materialmente possibile apporre delle marche da bollo per la mancanza di un registro cartaceo, il tributo va assolto in forma virtuale – e cioè mediante versamento effettuato con modello F23 presso gli sportelli bancari, postali e dei concessionari del servizio di riscossione dei tributi (come previsto in via generale dal D.Lgs. n. 237 del 1997) – sulla base di una dichiarazione delle scritture effettuate. Analogamente, non potendo fare riferimento al numero delle pagine, come avviene nel caso di tenuta della contabilità poi stampata su carta (nella fattispecie l’imposta è dovuta per ogni 100 pagine o frazioni), la misura dell’imposta di bollo per i libri e registri contabili tenuti secondo le nuove modalità informatiche deve essere commisurata al numero delle registrazioni: il tributo va liquidato ogni 2500 registrazioni o frazioni di esse (art. 7, comma 3, D.M. 23 gennaio 2004).

Per registrazione deve intendersi l’intera annotazione contabile relativa ad una singola operazione, anche se questa si dovesse sviluppare su più righe.

Il principio secondo il quale l’imposta di bollo sui libri contabili obbligatori deve essere assolta prima che questi siano messi in uso, e quindi prima di effettuare le registrazioni, vale anche in questo caso.

Pertanto, il contribuente dovrà effettuare due comunicazioni all’ufficio delle entrate competente:

una comunicazione preventiva, da effettuarsi in qualsiasi momento purché antecedente alla effettuazione della prima registrazione informatica. La comunicazione deve contenere l’indicazione del numero presuntivo delle registrazioni contabili che si ritiene potranno essere effettuate nel corso dell’anno, nonché l’importo e gli estremi dell’avvenuto pagamento dell’imposta;

una comunicazione consuntiva, da presentarsi entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello cui si riferisce l’imposta di bollo versata. Prima della presentazione della comunicazione consuntiva, dovrà essere calcolata e versata l’eventuale differenza dell’imposta di bollo dovuta; anche gli estremi di questo versamento dovranno essere comunicati all’ufficio, unitamente all’indicazione del numero delle registrazioni contabili effettuate nell’anno precedente.

Il soggetto interessato che intende avvalersi della modalità di pagamento in modo virtuale dell’imposta di bollo sui documenti informatici, ai sensi dell’art. 7, comma 1 del DM 23 gennaio 2004 presenta, in base al proprio domicilio fiscale, all’Agenzia delle Entrate competente una comunicazione contenente  il numero presuntivo degli atti, dei documenti e dei registri e gli estremi dell’avvenuto pagamento dell’imposta. Tale comunicazione consente di stabilire l’imposta da versare e pertanto deve contenere:
il numero di atti e documenti informatici, distinti per tipologia, in conformità agli articoli della tariffa, che si presume saranno emessi nel corso dell’anno;
l’imposta dovuta su ogni singolo documento, l’importo globale dell’imposta relativo ad ogni articolo della tariffa;
la somma complessivamente dovuta;
gli estremi dell’avvenuto pagamento.

Il versamento deve essere eseguito tramite modello F23 utilizzando il codice tributo 458T.

Il comma 2 del citato art. 7 dispone che, entro il mese di gennaio dell’anno successivo, i soggetti interessati devono presentare all’ufficio una comunicazione consuntiva contenente l’indicazione del numero dei documenti informatici, distinti per tipologia formati nell’anno precedente e gli estremi del versamento dell’eventuale differenza dell’imposta ovvero la richiesta di rimborso o di compensazione nel caso in cui l’imposta consuntivata risulti inferiore a quella precedentemente versata. L’ultimo periodo del citato comma 2 prevede che “ l’importo complessivo corrisposto, risultante dalla comunicazione, viene assunto come base provvisoria  per la liquidazione dell’imposta per l’anno in corso”.
Il contribuente deve, quindi, accertare l’effettivo numero dei documenti informatici emessi o formati nel corso dell’anno, calcolare l’imposta  dovuta per gli stessi e stabilire la differenza da versare o da richiedere a rimborso. La maggior imposta dovuta per l’anno precedente è corrisposta contestualmente all’acconto per l’anno in corso. L’eventuale maggior imposta corrisposta per l’anno precedente può essere compensata con l’acconto dovuto per l’anno in corso. In tal caso il versamento in acconto è pari alla differenza tra l’acconto dovuto e la maggiore imposta corrisposta per l’anno precedente o ne può essere chiesto il rimborso. Anche nella comunicazione consuntiva i documenti informatici devono essere distintamente indicati per tipologia rispetto alle indicazioni della tariffa, con l’indicazione dell’imposta di bollo dovuta e dell’importo versato. Le comunicazioni di cui all’art. 7 D.M. 23 gennaio 2004 possono essere spedite tramite raccomandata con avviso di ricevimento all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente.

 

 

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