Con il provvedimento del 30/04/2018 l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole tecniche della Fattura Elettronica B2Bfattura elettronica, sulla falsariga di quelle della FatturaPA definite dal DM 55 del 3/04/2013, ma con importanti innovazioni e semplificazioni. Infatti è stato implementato un processo che contribuirà a ridurre l’evasione fiscale, a rendere più semplici le procedure legate alla fatturazione nelle fasi di emissione, recapito e conservazione e per alcuni soggetti permetterà di evitare una serie di adempimenti contabili e dichiarativi, ottenendo la riduzione dei termini di accertamento se il processo di fatturazione viene implementato con la tracciabilità dei pagamenti.

Provando a semplificare i processi di fatturazione elettronica, l’Agenzia ha confermato e rafforzato una serie di strumenti che permetteranno di predisporre e gestire la fattura elettronica.

Entrando nello specifico, la fattura trasmessa allo SDI sarà veicolata al destinatario sulla base del CodiceDestinatario inserito dall’emittente. In alternativa potrà essere indicato un indirizzo PEC al quale trasmettere la fattura.  Un’interessante novità riguarda la possibilità per il cessionario di scegliere un proprio canale di ricezione privilegiato (PEC, web services o FTP) attraverso il quale si vuole ricevere la fattura elettronica. Una volta inviato, il file fattura (che può essere composto anche da un lotto di fatture, che devono avere però lo stesso cessionario/committente) viene sottoposto ad una serie di controlli formali e, ove tali controlli non vengano superati, entro cinque giorni viene inviata una “ricevuta di scarto” del file e la fattura scartata si considera non emessa.

Si ricorda che il SDI accetta anche file fattura non firmati, ma nel caso in cui il file della fattura sia firmato elettronicamente, il SDI effettua un controllo sulla validità del certificato di firma. In caso di esito negativo del controllo, il file viene scartato e viene inviata la ricevuta di scarto. In questo caso la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SDI si considerano non emesse.

Mentre, in seguito all’avvenuta consegna verrà rilasciata una ricevuta con l’indicazione della data di ricezione della fattura. Nel caso in cui la consegna non andasse a buon fine occorrerà comunicare al destinatario l’avvenuta emissione della fattura e la sua disponibilità nell’area riservata: in questo caso la data di ricezione della fattura sarà quella relativa alla data nella quale il destinatario ha effettivamente avuto accesso alla fattura presente nell’area riservata. In ogni caso, al superamento dei controlli formali, l’Agenzia rende comunque disponibile sia al mittente che al destinatario, un duplicato della fattura in un’apposita area riservata del proprio sito web.

Ci sono state poi dei chiarimenti riguardo i concetti di data di emissione e data di ricezione: la data di emissione della fattura è quella indicata nel campo “Data” nella sezione “Dati generali” del file fattura, mentre la data di ricezione è quella contenuta nella ricevuta di consegna o, in caso di impossibilità di recapito, quella dell’effettiva presa visione della fattura nell’area riservata da parte del destinatario. Per le fatture emesse nei confronti di consumatori o di soggetti in regime di vantaggio, invece, la data di ricezione corrisponde a quella di messa a disposizione della fattura nell’area riservata.

Il provvedimento tocca anche il tema della conservazione delle fatture, indicando che i cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia devono conservare a norma, ai sensi del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014, le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il SDI, in quanto documenti nativi digitali. Fondamentale risulta essere l’allegato al provvedimento, in cui l’Agenzia delinea le specifiche tecniche afferenti al processo.

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