Conservazione Sostitutiva: Come si Calcola l’Imposta di Bollo

Imposta di Bollo

Com’è noto, tutti i libri contabili che per legge sono oggetto di conservazione sostitutiva sono soggetti ad un’imposta di bollo da versare. In questa guida saranno elencati i modi attraverso cui calcolare l’imposta di bollo ed eseguire l’effettivo versamento in modo da non incorrere in sanzioni di natura amministrativa, soprattutto dopo i recenti cambiamenti legislativi che hanno investito soprattutto il cambio di modello per il versamento e la reintroduzione del bollo per i libri inventari.

Regole per l’imposta di bollo in Italia

La legge impone che l’imposta di bollo per la conservazione sostitutiva, che deve essere pagata per i documenti fiscalmente rilevanti tramite dichiarazione dei redditi, è dovuta per tali registri:

  • Libro giornale
  • Libro Inventari
  • Fatture elettroniche (senza applicazione regime IVA per importo superiore a 77,47)

L’obbligo di assolvere all’imposta da bollo è contenuto legislativamente all’interno dell’articolo 16, lett. a) del D.P.R. 642\1972, oltre che all’interno dell’articolo 2214 del Codice Civile. 

A questa disciplina, si è aggiunto nel giugno 2014 il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il quale ha avuto la buona idea di semplificare alcune procedure e regole per il versamento. È stato innanzitutto abolito l’obbligo della comunicazione preventiva all’AdE e il versamento diviso in acconto e saldo.

Inoltre, per pagare l’imposta di bollo del libro inventari e degli altri registri è adesso necessario impostare la scadenza dopo 120 giorni la chiusura dell’esercizio finanziario, e non più entro il gennaio successivo. Questo facilita molto i conti e la vita delle imprese o aziende che adottano un periodo fiscale diverso in ragione della propria attività, solare o infrannuale.

Infine, sono stati eliminate le classiche soluzioni di pagamento cartaceo – che tra l’altro erano in leggera antitesi con il pagamento del bollo della conservazione sostitutiva – in favore di un versamento a saldo e unico, eseguibile solo in via telematica tramite F24.

Imposta di Bollo
Imposta di Bollo

Come calcolare l’imposta di bollo

Per calcolare l’imposta di bollo in base alle esigenze della società, è innanzitutto necessario considerare il tipo di documento fiscale oggetto di conservazione sostitutiva che deve essere digitalmente vidimato.

Per il Libro Giornale societario, l’obbligo del bollo scatta una volta – al costo fisso di 16,00 euro – ogni 2.500 registrazioni contabili. Nota bene: le registrazioni non corrispondono alle righe del libro giornale effettivamente impiegate, ma alle singole operazioni.

Il Libro Inventari segue lo stesso modello per calcolare l’imposta di bollo dei precedenti. Tuttavia, visto che nei libri inventari non sono presenti vere e proprie registrazioni, l’AdE ha chiarito che deve considerarsi registrazione contabile ad esempio ogni articolo nella parte inventario, oppure ogni cespite nella parte dei beni ammortizzabili.

Infine, sono soggette anche le Fatture di Vendita, ma solo quelle esenti dall’Imposta sul Valore Aggiunto e con un complessivo totale superiore a euro 77,47. Tutte le fatture per cui è necessario assolvere all’imposta da bollo devono recare la dicitura ”Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17 giugno 2014

Come versare l’imposta di bollo e come compilare il modello F24

Dopo aver individuato quali sono i documenti soggetti a conservazione sostitutiva per cui è necessario versare l’imposta, è necessario utilizzare il modello F24 telematico, reperibile facilmente presso la propria area personale sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La procedura e i versamenti sono unificati sotto la stessa riga nel Codice Tributo 2501. Dopo aver capito come calcolare l’imposta di bollo, vanno qui inseriti gli importi relativi a libro giornale, libro inventari e fatture elettroniche, i quali non devono essere sommati, ma inseriti in unica soluzione. Una nota importate è relativa ad un chiarimento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 32\E 2015: sono stati istituiti i codici tributo 2502 e 2503, dedicati al pagamento di sanzioni e interessi nel caso del ritardo nel versamento nei termini indicati, il c.d. ravvedimento operoso. Una situazione in cui si potrà fare a meno di incappare seguendo questa guida. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *